Puntata n°15 del 2010/2011 – “Non sono abbronzato! Qui lo dico e qui lo neg[r]o” con Salvatore Marino

Puntata n°15 del 2010/2011 – “Non sono abbronzato! Qui lo dico e qui lo neg[r]o” con Salvatore Marino

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Intervista a cura di Orlando Manzi a Salvatore Marino in scena con lo spettacolo teatrale “Non sono abbronzato! Qui lo dico e qui lo neg[r]o“.

Non sono abbronzato! Qui lo dico e qui lo neg[r]o” è un recital in cui Salvatore Marino, traendo spunto da esperienze personali rievocate con sarcastiche iperboli e stranianti giochi di parole, racconta le difficoltà di “convivenza” di un migrante al cospetto di una società ostile all’integrazione. È scritto da Massimiliano Bruno, Pietro De Silva, Ermanno Fratoni, Nicola F. Leonzio, Salvatore Marino e Mario Scaletta e diretto da Paola Tiziana Cruciani.

In breve, la trama: Il protagonista, Salvatore Marino, parlerà a ruota libera sulla tematica razzismo e sugli immigrati presenti nel nostro paese, arrivando a rilevare tante e tante verità in maniera sarcastica e ironica. Alcuni esempi di dubbi che verranno chiariti? Tante sono le verità rivelate sulla discriminazione: dove vanno a finire le impronte digitali prese ai Rom? In un archivio digitale su CD… CD-Rom. Al tremendous di aiutare gli zingari a imparare l’italiano, qualcuno ha pensato di regalare un vocabolario d’italiano a tutti i piccoli zingari: lo Zingarelli. Secondo studi antropologici, è stato un nero il primo uomo apparso sulla terra, se fosse stato un bianco sarebbe apparso sulla moquette. È meglio dire “nero” o “di colore”? Meglio dire nero, altrimenti dovremmo chiamare il gatto nero “gatto di colore”. La mancanza di lavoro spinge molti immigrati a vendere accendini ai semafori, anche se i semafori non fumano. Molte altre situazioni saranno quelle denunciate nell’arco dello spettacolo e altrettante saranno le divagazioni sulle ansie da neomillenarismo di cui l’ordinaria quotidianità è affetta. Pochi sono risparmiati alla raffica di velenose ed esilaranti battute con cui Marino, come una sorta di fiume in piena linguistico, mette a nudo gli aspetti più deteriori di certa imbecillità umana e cretineria collettiva.

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