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Contatto TV
Contatto TV® è un programma televisivo innovativo dedicato al mondo del teatro. Interviste esclusive a personaggi del teatro e dello spettacolo italiano, curiosità su spettacoli e racconti di una vita trascorsa su un palcoscenico, il prima, dopo e dietro le quinte. La sopravvivenza dell'arte teatrale dipende dalla sua capacità di reinventare integrando sia dei nuovi strumenti sia dei nuovi linguaggi. Altrimenti il teatro come potrebbe continuare ad essere il testimone dei grandi eventi della sua epoca e promuovere l'intesa tra i popoli, se non desse lui stesso prova di apertura mentale? Come potrebbe vantarsi di offrire delle soluzioni ai problemi d’intolleranza, d’esclusione e di razzismo, se, nella sua stessa pratica, si rifiutasse di affrontare le problematiche delle unioni interrazziali e di ogni forma di integrazione?
Per rappresentare il mondo in tutta la sua complessità, l'artista deve proporre delle forme e delle idee nuove e deve fidarsi dell'intelligenza dello spettatore capace, lui, di distinguere il profilo dell'umanità in questo continuo gioco d’ombra e di luce.
È vero che a troppo giocare col fuoco, l'uomo rischia di bruciarsi, ma ha ugualmente la fortuna di abbagliare e di illuminare.

«Il teatro è un mistero, o forse soltanto uno strano segreto, una mescolanza di istinti naturali, di fortune, di genio e di nulla. Il fascino del teatro si può sentire nei momenti più disparati, allorché disorienta come un colpo di scena».
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Puntata n°01 del 2009/2010 – “Elisabetta II” con Roberto Herlitzka

http://www.contattonews.it/ctv/2009-2010/contatto_tv-puntata_01_del_2009-2010.flv

Intervista a cura di Orlando Manzi a Roberto Herlitzka in scena con lo spettacolo teatrale “Elisabetta II“.
Elisabetta II è uno degli ultimi dissacranti testi teatrali del geniale drammaturgo austriaco Thomas Bernhard, mai rappresentata in Italia. Al centro della storia un facoltoso misantropo, incattivito dagli eventi della vita, cinico e disilluso, Herrenstein, immobilizzato su una sedia a rotelle, dipende in tutto e per tutto da Richard, il suo silenziosissimo e accondiscendente cameriere.
Herrenstein, cui da voce uno strepitoso Roberto Herlitzka, compensa i suoi handicap, oltre ad essere infermo, è anche piuttosto anziano e debole di cuore, con un acre, ripetitivo e ossessionante eloquio contro tutto e tutti ai danni del fedele Richard che sopporta quotidianamente le feroci invettive del suo datore di lavoro. Come per la maggior parte delle opere di Bernhard anche questa piece, è giocata  sull’esasperata e esasperante dialettica del protagonista cui fa da contraltare la quasi totale assenza di battute del personaggio spalla. Un silenzio, tuttavia mai assente, carico di significato, emozioni, asti e livori.
Herlitzka è un mostro di bravura e il suo Herrenstein, nonostante sia un insopportabile vecchio logorroico annoiato dalla vita e dalla gente sempre pronto a puntare il dito contro tutto e tutti, riesce persino ad essere ironico e a strappare non poche risate. Una recitazione elegante, raffinata, intensa, mai sopra le righe, perfetta di cui solo i fuori classe come Herlitzka sono capaci.
In scena accanto ad Herlitska: Gianluigi Pizzetti, Jiulio Solinas, Marisol Gabbrielli, Alessandra Celi, Mariella Fenoglio, Antonio Sarasso, Simone Faucci.
Contatto TV - Puntata n°01 del 2009/2010 - Intervista a Roberto Herlitzka in scena con lo spettacolo teatrale “Elisabetta II”

In breve, la trama: Ciò che effettivamente accade sulla scena è veramente poca cosa: Herrenstein attende. Per la precisione questo ricco industriale austriaco attende il nipote ed i suoi invitati in occasione del passaggio della Regina Elisabetta II sulla via. La vera trama qui non è intessuta dalle azioni ma dalle parole dell’industriale che conducono l’attenzione dello spettatore. Solo in quest’ultimo luogo si sedimentano tutti i contenuti e le forme del genio di Thomas Bernhardt: un’ironia trasgressiva e dissacrante articola il discorrere di un vecchio inacidito dall’età avanzata, attraverso universi dominati da aspettative di morte, foschie,sporcizia e grigiore.
Tuttavia non è del tutto vero che proprio nulla accade. Un espediente teatrale recide di colpo e brutalmente il fiume di parole inquinato dell’espressionismo della sfilata degli invitati e conclude, come unico “accaduto” sorprendente l’esistenza dell’opera.

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