Puntata n°03 del 2009/2010 – Shakespeare in jazz con Giorgio Albertazzi e Serena Autieri
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Intervista a cura di Orlando Manzi a Giorgio Albertazzi e Serena Autieri in scena con lo spettacolo teatrale “Shakespeare in jazz“.
Al ritmo inconfondibile di Duke Ellington, Giorgio Albertazzi, tra assoli e gags, dà vita ai protagonisti shakespeariani: dal problematico Amleto al tormentato Otello, dall’abile Marcantonio al dolce e disperato Romeo. Il tutto coadiuvato da un’orchestra di solisti jazz, da un’impareggiabile cantante come Amii Stewart (che interpreta anche vari personaggi, da Cleopatra a Lady Machbeth), e da una eccezionale Serena Autieri che canta e recita di volta in volta nei panni di Puk, di Giulietta e di Ofelia.
La miscela è esplosiva. Tra improvvisazioni, gioco, dramma e commedia, Albertazzi costruisce un viaggio specialissimo dentro il mondo di Shakespeare a tempo di jazz.
Note di regia di Giorgio Albertazzi: Anni fa, durante una tournée in Canada con i suoi Cats, Duke Ellinghton scopre Shakespeare.
Quello che colpisce uno dei più grandi inventori di jazz è il fatto che, nei drammi scespiriani tra morti e assassini, vincitori e vinti, amanti e amati, su tutto aleggia uno spirito di grande leggerezza ed energia.
In scena con Shakespeare, è vero, si muore, ma ci si rialza subito, più vivi di prima.
Duke e i suoi solisti sono lì, ogni sera, ad applaudire e giocare. Nascono così 9 suites, Such sweet thunder, di grande bellezza che testimoniano l’incontro tra l’albero del jazz (tanti rami, uno diverso dall’altro) e l’albero di Shakespeare (tanti rami, uno diverso dall’altro). Anzi secondo Duke l’albero è uno solo, come dire che il Bardo scrive su ritmi cui il jazz può fare da complice espressivo.
Nascono così Amleto, Otello, Cleopatra, Romeo e Giulietta, e tutti gli altri. Noi li abbiamo messi in scena.
Un grande attore (Giorgio Albertazzi) e una sua giovane partner (Serena Autieri) devono preparare una serata e pensano di combinare – up and down – i personaggi di Shakespeare con le musiche di Ellington.
Un’orchestra di solisti, una grande cantante, Amii Stewart, improvvisazione, gioco, dramma e commedia in un viaggio dentro Shakespeare al ritmo di Duke.
Una féerie con il sapore del sogno di una notte d’estate nella bella Verona: i balconi, i templi solenni, i musici, i personaggi appaiono e dileguano nella notte, in un così dolce tuono.